di Robi Ronza – apr 30, 2026 – Lisander
Se è vero come è vero che in un’Italia in guerra, che aveva allora 18 milioni di abitanti in meno di quelli che ha adesso, nacquero tra il 1941 e il 1944 circa il doppio dei bambini che nascono oggi, ciò significa definitivamente che la questione demografica non è di natura socio-politica ma culturale.
Nel 1944, nel pieno della guerra, in Italia si registrarono circa 800 mila nuovi nati. Nel 2025 soltanto circa 355 mila con un calo del 3,9% rispetto al 2024. E a fronte dei 355 mila nuovi nati lo scorso anno si sono registrati 652 mila morti: una situazione catastrofica su cui sorprendentemente giornali e telegiornali non si soffermano.
