Veglia di preghiera per la vita di Charlie Gard, i testi

Veglia di preghiera per il piccolo Charlie

“Questa straziante vicenda tocca l’anima di ogni persona e non può lasciare nessuno nell’indifferenza. Ogni azione che pone fine a una vita è una falsa concezione della libertà. Ogni vita dall’inizio alla fine va accolta e difesa”.                                                                                                          Card. Gualtiero Bassetti

  

Dal Vangelo secondo Marco (5,21-24.35-43)

Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: “La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva”. Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?”. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: “Non temere, soltanto abbi fede!”. E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: “Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme”. E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico: àlzati!”. E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

  1. Ti preghiamo, Signore, per Charlie e la sua famiglia, affinché trovino comprensione per il loro dolore e sostegno nelle loro speranze

 

Dalla lettera di Andrea Sciarretta, padre di una bambina di 5 anni affetta da grave malattia neurodegenerativa (Avvenire, 12 luglio 2017)

La vicenda di nostra figlia si intreccia con quella di Charlie Gard. Ci rivediamo molto in questo dramma: anche noi abbiamo vissuto momenti terribili, avevamo davanti il buio e la mancanza di speranza. A Noemi, quando è nata, diedero infatti tre mesi appena di vita, ma decidemmo di permetterle di andare avanti fino a quando sarebbe stato possibile, anche se “attaccata a macchinari”. E oggi in casa di macchinari ne abbiamo dieci, con poca assistenza e supporto. I medici ci dissero: “Non ha speranza”. Ma, nonostante tutto, alcuni di loro ci hanno accompagnato e seguito nella nostra scelta.

Quando nostra figlia aveva tre mesi nessun medico avrebbe immaginato che Noemi, oggi, sarebbe stata in grado di dipingere dei quadri stupendi, con la poca forza muscolare che ha. Beh, a distanza di anni quegli stessi medici ci chiedono uno dei suoi quadri, che per noi hanno un valore inestimabile.

Il mio messaggio di padre è insomma chiaro: nessuno si erga a giudice, nessuno si permetta di strumentalizzare e ideologizzare vicende così intime e delicate. I genitori devono essere liberi di decidere in dialogo e in alleanza coi medici. E chi fa le leggi deve rispettare e rendere possibile questa condizione di libertà e di collaborazione. Perché se c’è una speranza, vale la pena di percorrerla fino in fondo. È semplice giudicare stando al di fuori del problema. Potremmo invertire per un giorno le posizioni, e vi assicuro che anche la persona più saggia e razionale si sentirebbe messa in discussione se è suo figlio o sua figlia a rischiare la morte. Ciò che bisogna fare è accompagnare e sorreggere la famiglia, analizzando tutte le possibilità e alimentando una ragionevole speranza, ma ricordandosi anche che i miracoli sono sempre possibili, come il sorriso di Noemi dimostra.

 

Preghiera di santa Teresa di Calcutta

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro

di una cattedrale vuota,
nell’unità di cuore e di mente
di un’assemblea di persone

che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.

Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell’inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente

il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.

 

 
Dall’articolo del teologo p. Maurizio Faggioni (Avvenire, 6 luglio2017)

Esistono situazioni cliniche nelle quali l’insistenza nel praticare trattamenti medici e chirurgici non è ragionevole, o perché del tutto ininfluenti ai fini del sostegno di una vita che ormai si sta spegnendo, o perché sono essi stessi causa di inutile sofferenza. Charlie, però, non è ancora terminale, né ventilazione, nutrizione e idratazione artificiali sono per lui tanto gravose da consigliarne la sospensione. Perché, allora, un bimbo anche se gravemente malato e avviato a un esito infausto, dovrebbe essere fatto morire in anticipo sottraendo presidi vitali indispensabili? La paradossale giustificazione della irrevocabile sentenza di morte che ha colpito Charlie è che questo sarebbe il suo «miglior interesse».

Si intravede, dietro questa decisione, un atteggiamento mentale che sta inquinando alle radici la pratica medica, le legislazioni e il sentire diffuso: l’idea che gli esseri umani con bassa qualità di vita, perché segnati dall’handicap o dalla malattia, abbiano una dignità e un valore inferiore agli altri […]. È la cultura dello scarto […] di cui il caso di Charlie è diventato simbolo drammatico, con l’aggravante che qui la medicina, rafforzata dalla legge, si è imposta violentemente sulla volontà dei genitori.

 

Testo di Giovanni Paolo II

 

Ci alzeremo in piedi ogni volta che

la vita umana viene minacciata…

Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita

viene attaccata prima della nascita

Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha

l’autorità di distruggere la vita non nata…

Ci alzeremo quando un bambino

viene visto come un peso

o solo come un mezzo per soddisfare un’emozione

e grideremo che ogni bambino

è un dono unico e irripetibile di Dio…

Ci alzeremo quando l’istituzione del matrimonio

viene abbandonata all’egoismo umano…

e affermeremo l’indissolubilità del vincolo coniugale…

Ci alzeremo quando il valore della famiglia

è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche…

e riaffermeremo che la famiglia è necessaria

non solo per il bene dell’individuo

ma anche per quello della società…

Ci alzeremo quando la libertà

viene usata per dominare i deboli,

per dissipare le risorse naturali e l’energia

e per negare i bisogni fondamentali alle persone

e reclameremo giustizia…

Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti

vengono abbandonati in solitudine

e proclameremo che essi sono degni di amore,

di cura e di rispetto.


Ti preghiamo, Signore, per i governanti, affinché gli Stati non abdichino alla loro funzione di sussidio alla vita umana
 

 

Dall’articolo della prof.sa Assuntina Morresi (Avvenire, 13 luglio 2017)

[…] C’è chi dice che siamo davanti a un caso clinico particolare perché raro e complesso, ma si sbaglia: si tratta di una questione innanzitutto umana e culturale, un nuovo paradigma che si sta imponendo nell’Occidente secolarizzato, con una ben precisa visione dell’uomo e della scienza, ed è di fondamentale importanza rendersene conto.

La Gran Bretagna che rifiuta una terapia sperimentale a Charlie è lo stesso Paese che, per primo al mondo, ha appena autorizzato una pesante manipolazione genetica da effettuarsi nella fecondazione in vitro, che farà nascere bambini con il Dna di tre persone, due donne e un uomo. Negli Stati Uniti è proibita dagli anni 90 per via delle numerose malformazioni rilevate nei concepiti (poi abortiti) con questa tecnica […]

Da un lato si nega una terapia sperimentale a un bambino, che è già nato, che è già malato e che ha la morte come unica alternativa, per una malattia talmente rara che è difficile trovare altri pazienti vivi su cui sperimentare; al tempo stesso, nella stessa nazione, si consente di applicare una procedura ancora incerta per il concepimento programmato di bambini – cioè ancora non nati – consapevoli delle incognite sulla loro futura salute. E non solo: la si saluta come un segno di progresso scientifico. […]

Un delirio di onnipotenza che la battaglia di una mamma e un papà per il loro piccolissimo e inerme bambino ha svelato in tutta la sua disumana assurdità.

 

Dal libro della Sapienza (11,22-26)

Tutto il mondo, Signore, davanti a te è come polvere sulla bilancia,

come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,

chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,

aspettando il loro pentimento.

Tu infatti ami tutte le cose che esistono

e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;

se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.

Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?

Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?

Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,

Signore, amante della vita.

 

Preghiera alla Vergine Maria

O Maria, aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall’indifferenza

o da una presunta pietà.

Fa’ che quanti credono nel tuo Figlio 

sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell’amore

a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.

Orazione

Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa’ che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Canto di reposizione: Resto con te

Seme gettato nel mondo, Figlio donato alla terra,

il tuo silenzio custodirò. 

In ciò che vive e che muore

vedo il tuo volto d’amore:

sei il mio Signore e sei il mio Dio.

 

Io lo so che Tu sfidi la mia morte io

lo so che Tu abiti il mio buio

nell’attesa del giorno che verrà resto con Te.

 

Nube di mandorlo in fiore

dentro gli inverni del cuore

è questo pane che Tu ci dai.

 Vena di cielo profondo dentro le notti del mondo

è questo vino che Tu ci dai.

 

Tu sei Re di stellate immensità

e sei Tu il futuro che verrà

sei l’amore che muove ogni realtà

e Tu sei qui. Resto con Te.

 

 

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