5xmille

È una fonte di finanziamento importante per le attività delle nostre associazioni no profit impegnate quotidianamente a dare coraggio e sostegno a tante donne in gravidanza indesiderata e ai loro bambini che decidono di far nascere.
Ogni sede regionale ha il proprio CF che è segnalato nelle rispettive sezioni Dove Siamo.

Ad oggi ne usufruiscono le seguenti strutture:

SEDE
 
CF
MPV
80053390540
MPV/CAV
91044620556
CAV
94154820545
MPV/CAV
93017650545

Cosa è il 5×1000

Il 5×1000 è stato introdotto con la Legge Finanziaria del 2006.
È una scelta spontanea e priva di oneri aggiuntivi per il contribuente cosicché il cittadino compie una donazione senza alcun costo o aggravio fiscale.
Si tratta di una quota dell’imposta IRPEF, o “imposta sul reddito”, che lo Stato ripartisce tra enti del terzo settore che svolgono attività di interesse sociale e che sono riconosciuti dallo Stato stesso, ottemperando ad una serie di requisiti.
Quindi, il 5×1000 non costa nulla al contribuente dal momento che lo Stato non preleva dal contribuente una quota aggiuntiva, quanto piuttosto la sottrae all’IRPEF ad esso dovuta.
Sostanzialmente è lo Stato che rinuncia ad una quota dei propri introiti, stimando fondamentale il ruolo sociale svolto dagli Enti del Terzo Settore, cioè di associazioni, fondazioni, ecc., riconosciute come tali e quindi iscritti negli elenchi degli Enti beneficiari.

Come assegnare il 5×1000

La scelta è effettuata al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi o della Certificazione Unica (730, Unico, CU) e si formalizza scrivendo nell’apposito riquadro intitolato “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF” il Codice Fiscale (CF) dell’ente che si vuole sostenere e apponendo la propria firma.
Naturalmente è possibile esprimere una sola preferenza: lo spazio per apporre il codice fiscale dell’ente prescelto è unico e le categorie sono tra loro alternative.

NB Se non viene apposta la firma, il contributo rimarrà allo Stato.

Esempio:

Se non si è obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi è comunque possibile destinare il 5×1000, operando come segue:

  • compilando una scheda unica per la scelta della destinazione 5xmille dell’IRPEF (comprensiva anche dell’8 e del 2 per mille) come quella del facsimile riportato sopra, disponibile presso gli uffici postali o i CAF;
  • Inserendo la scheda in una busta chiusa: con su scritto “SCHEDA PER LA SCELTA DELLA DESTINAZIONE DEL 5 PER MILLE DELL’IRPEF” e aggiungendo il proprio cognome, nome e codice fiscale.
  • Consegnala a un ufficio postale o a un intermediario abilitato: Puoi portare la busta in un ufficio postale, dove la riceveranno gratuitamente, oppure affidarti a un intermediario come un CAF o un commercialista, che se lo desideri, potrà anche occuparsi della trasmissione telematica della tua scelta.

Il servizio di ricezione da parte degli uffici postali è gratuito e verrà rilasciata una ricevuta. Se ci si affidi a un intermediario, anche lui dovrà fornire una ricevuta che attesta l’impegno a trasmettere la scelta. In questo caso può essere richiesto un corrispettivo.

Le scadenze fiscali 2026

Le schede per la destinazione del 5×1000 vanno presentate a partire dal 15 aprile, ma variano in base al tipo di modello che si presenta.

Tante gocce fanno un oceano!

Le singole quote corrisposte in genere sono di modica entità, per questo più siamo e meglio è!
Un esempio per comprendere meglio il concetto:
Se l’IRPEF dovuta fosse di 10.000,00 euro, il corrispondente 5×1000 ammonterebbe a
(10.000,00 x 5)/1000= 50,00 euro,
cioè una piccola cifra che però messa assieme a tante altre può aiutarci significativamente a SERVIRE LA VITA NASCENTE!

Gli Enti beneficiari del 5×100 devono rendicontarne la destinazione
Quando si diventa beneficiari si è sottoposti ad una serie di obblighi, tra cui quello della rendicontazione: tutti i contributi del 5 per mille ricevuti e le attività svolte con tali contributi devono essere infatti documentati nel dettaglio.
Per sapere invece il valore del 5 per mille assegnato ad ogni ente è possibile consultare gli elenchi pubblicati annualmente dall’Agenzia delle Entrate. Gli elenchi riportano tutti i beneficiari abilitati a ricevere il contributo: oltre che dall’importo proporzionale ripartito dallo Stato in base alle firme dei contribuenti, sono inoltre corredati da importo ottenuto e numero di scelte espresse.